I am

 

 

 

Io sono, perchè so di chi sono!

Scrivere: è una passione!
No! In verità, leggere è la mia passione e forse il mio orgoglio. Un po’ come diceva Borges  “Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; io sono orgoglioso di quelle che ho letto”. Vero. Allora potrei raccontare di tanti libri, di molti scrittori, artisti e semplici passanti conosciuti leggendo qualche riga o intere collane, romanzi infiniti, poesie rigide nella metrica e così affascinati da rileggerle anche 1000 volte. Non certo “Vita e Destino” di Grossman – a fatica l’ho finito in 7 riprese . Sono orgoglioso delle 80 opere di Manuel Vázquez Montalbán lette almeno una volta e qualcuna anche in catalano nonostante non lo mastichi molto bene! Adoro le storie dei navigatori, forse perché il mio concittadino Niccolò de’ Conti fu tra i primi a circumnavigare l’isola di Giava nel 1420 e per primo attraversò il deserto per raggiungere Baghdad, da cui salpò discendendo il Tigri fino a Bassora!

 

Così, inseguendolo, mi sono ritrovato a leggere le migliaia di pagine del veneto Ramusio, che morì a Padova, città dove risiedo. L’esercizio della scrittura esplode dal di dentro, senza affanno, senza impegno, per raccontare luoghi, persone, incontri, gusti e sapori.  Paura di dimenticare? No! Esigenza di ordine e di giudizio. Nella lezione di Stefan Zweig famoso per Magellano compagno di un altro veneto, il Pigafetta, “Cosa conta fare un’impresa se nessuno la racconta” c’è il mio ruolo, il mio lavoro, la mia passione! E’ anche la prima regola per chi fa marketing o cura le relazioni, un’obbiettivo non da poco…fare un’impresa. Così passo la vita accanto a qualcuno, a vedere la sua “impresa”. A me resta ben poco, mi dicono gli amici, “Ora tocca a te, la devi solo raccontare”. E’ vero, ma qualcuno lo deve pur fare questo sporco lavoro!





Federico Menetto





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